Pulsiamo appena
in attesa sentiamo
nell’urlo che immane s’avvicina. (Abu Manu, da “Pietre”)

La notte è piena di stelle cadenti
un po’ si spaventa il pianeta dove vanno tanti fratelli ? (Abu Manu, da “ Pietre”)

Un grande ideale campo curato dalle nostre coscienze... in questo campo, aperto ai bimbi e limitato dalle stagioni,
raccoglieremo i nostri morti. (Sante Notarnicola, da “ Con quest’anima inquieta”)

E più oltre più alto per significarti crescerei una spiga (Pablo Neruda, da “Tentativo dell’uomo infinito”)

E’ oscuro il giorno
gli eta cantano e gli inconsapevoli gioiscono
la mia indifferenza, al limite, si torce
e sassi sui denti rovinarli per il loro canto,
per la loro gioia assassina
e per questa indifferenza che non voglio complice. (Nicola Giancola)

Non appartengo a questi modi ne a questo riso
ne a questa gente.
A fatica mi appartengo ne vorrebbero appartenessi loro.
Solo i tuoi riccioli in parte mi hanno
ne la furia tutto e morde e taglia la tua assenza. (Nicola Giancola)

Ecco che ogni cosa è saputa quando mostri la spiga.
Ogni cosa è compresa quando ne sei parte.
Disse: Vedremo i confini dell’esistente
quando vedremo le meraviglie di ciò che non è.
La via è fatta di immagini. (Nicola Giancola)

Noi, noi chi ? Queste mura, questi odori,
questa terra, questo cielo.
Così, noi siamo Dove siamo. (Nicola Giancola)

Folle mondo e sguardi insinceri. Ciò che resta dei resti ? Nausea... e rabbia.
Una bolla di vetro e via, guardare da lontano senza contaminarsi.
Ma tornano, non se ne vanno,
come guizzi di camosci impazziti.
Ho voglia dei miei fratelli.
Occorrerà che tu sappia cercare i tuoi. (Nicola Giancola “Jessica”)