| Mostra mutazioni/conflitti Firenze 12-18 novembre 2008 Ex Chiesa di S. Carlo dei Barnabiti |
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| Il progetto iniziale della mostra nasceva dall’idea di mettere su tela momenti di conflitto sociale: battaglie di piazza, scontri tra forze diverse, fumi di lacrimogeni, bastoni levati al momento di colpire, corpi confusi, grovigli di gambe in corsa, impatti di corpi. E le stampe testimoniano di questo progetto iniziale. Non le tele. Solamente la prima si avvicina all’idea iniziale. Discutendo tra di noi è venuta fuori l’esigenza di mettere l’accento sul luogo del conflitto, sul DOVE. Definire il dove è un problema davvero arduo in tempi di globalizzazione.\r\nIl dove è la Genova del G8, i campi in Palestina, le terre del Ruanda, la disperazione da povertà, le relazioni sociali impazzite, l’aria feroce e violenta di questo mondo. Una situazione di conflitto generalizzato che è fuori e dentro di noi, che, come in tutte le epoche del tramonto, permea ogni anfratto della materia sociale.\r\nMa se il dove del conflitto è ovunque, se le battaglie vengono combattute ovunque, resta il fatto che io/noi siamo qui. Da qui ne sentiamo gli echi, da qui in forma mediata ed in forma immediata ne viviamo gli esiti.\r\nCome dar conto del qui? Così è venuta fuori la forma del trichele (ma anche dei corpi) che definisce lo spazio del conflitto. Nel penultimo quadro di Salvo c’è un individuo appoggiato tranquillamente proprio all’entrata di Porta Uzeda a Catania, sembra che non c’entri nulla con la testimonianza dei conflitti in atto, ma a ben guardare, nei due vasi in basso, quasi come fossero pitture greche, ci sono corpi in battaglia. Già, il conflitto è nelle cose. \r\nNell’ultimo quadro i grembiuli sporchi di pittura sono appesi ad un chiodo sulla porta. I grembiuli, non le nostre intenzioni. |